Anno Accademico 2025/2026 | Inaugurato il 635° anno dalla fondazione di Unife
Vita universitaria
Martedì 24 marzo l’Università di Ferrara ha inaugurato l’Anno Accademico 2025/2026, il 635° dalla sua fondazione.
La cerimonia si è aperta, come da tradizione, con il corteo solenne delle Rettrici e dei Rettori ospiti, delle Prorettrici e dei Prorettori, delle Delegate e dei Delegati. Hanno quindi fatto il loro ingresso Paolo D’Achille, Presidente dell’Accademia della Crusca e incaricato della prolusione, e la Professoressa Laura Ramaciotti, Rettrice dell’Università di Ferrara e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).
Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale e dell’inno europeo a cura del Coro Unife, la Rettrice ha pronunciato la propria relazione inaugurale. Sono seguiti gli interventi di Ludovico Nanetti, Presidente del Consiglio degli Studenti, Francesca Zucchini, Presidente del Consiglio del Personale Tecnico-Amministrativo, e dello stesso Paolo D’Achille.

Le università come laboratori di conoscenza, patrimonio di talenti e ricchezza del Paese
Nella propria tradizionale relazione, la Rettrice ha sottolineato il valore dell’università come presidio di conoscenza, democrazia, dialogo e sviluppo civile. Gli atenei rappresentano un patrimonio vivo del Paese e una ricchezza per i territori e per la società, non solo per ciò che custodiscono in termini di storia, sapere e competenze, ma anche per ciò che producono ogni giorno attraverso didattica, ricerca, innovazione e valore pubblico.
Accanto a questa visione, ha evidenziato l’impegno concreto di Unife: investimenti in edilizia, ricerca, innovazione digitale, benessere studentesco, internazionalizzazione e sostenibilità, insieme a una solida tenuta economica.
Il discorso si è chiuso con un messaggio alle studentesse e agli studenti, posti al centro della missione universitaria, e con un richiamo al valore delle parole, della convivenza civile e della responsabilità collettiva.

Al termine del proprio intervento, la Rettrice ha incontrato la Goliardia ferrarese, che l’ha omaggiata con una carta geografica storica di Ferrara.
La prolusione del Professor Paolo D’Achille
Paolo D’Achille, in qualità di Presidente dell'Accademia della Crusca, ha ripercorso la storia dell’italiano come lingua che si è affermata non attraverso il potere politico o militare, ma grazie alla forza della letteratura, della cultura e, successivamente, della scuola. L’italiano viene presentato come espressione della civiltà italiana nel suo complesso, capace di esercitare per secoli una notevole influenza anche all’estero.
Accanto a questa ricostruzione storica, la lectio si è concentrata sul presente, segnato da profondi cambiamenti: l’immigrazione, la comunicazione digitale e soprattutto la crescente centralità dell’inglese. Proprio quest’ultimo aspetto è indicato come una delle sfide più urgenti, in particolare nell’università e nella ricerca, dove l’italiano rischia di perdere spazio e funzione.
Il discorso si è chiuso quindi con un appello a intervenire per tutelare e rilanciare l’italiano come lingua viva, capace di mantenere nel futuro il proprio ruolo culturale, scientifico e civile.

Il Professor Paolo D'Achille, Presidente dell'Accademica della Crusca
Maggiori informazioni
La registrazione dell'evento è disponibile sul canale YouTube dell'Università di Ferrara, con servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS).