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Patrimonio culturale | Oltre 1.260 modelli 3D per musei, ricerca e turismo. Il progetto europeo XRCulture coordinato dallo spin-off Unife

04/08/2026

Scienza, cultura e ricerca

Rendere il patrimonio culturale europeo in 3D più accessibile, interoperabile e facilmente riutilizzabile da musei, istituzioni, ricercatori, scuole e operatori del turismo. È l’obiettivo raggiunto da XRCulture – eXplore & Reuse 3D Cultural Heritage within the Data Space, il progetto finanziato dalla Commissione europea e coordinato da Inception, spin-off dell’Università di Ferrara nato e incubato, dal 2020 al 2025, presso il Dipartimento di Architettura.

Il progetto, che si conclude il 31 luglio 2026, ha riunito dieci partner di sette Paesi europei, tra cui il Ministero della Cultura ed Europeana, contribuendo allo sviluppo dello spazio comune europeo dei dati per il patrimonio culturale.

Grazie a una filiera digitale che accompagna gli oggetti dalla fase di acquisizione fino alla pubblicazione e al loro utilizzo in applicazioni immersive, XRCulture ha permesso di generare o migliorare oltre 1.260 modelli tridimensionali.

Le attività hanno integrato modellazione 3D, tecnologie immersive e tecniche basate sull’intelligenza artificiale, tra cui il Gaussian Splatting e i Neural Radiance Fields, metodi che consentono di ricostruire digitalmente oggetti e ambienti a partire da immagini fotografiche, ottenendo rappresentazioni tridimensionali dettagliate e realistiche.

Le sperimentazioni hanno riguardato anche materiali trasparenti e riflettenti, come vetro, metalli lucidi e superfici specchianti, particolarmente difficili da documentare attraverso i metodi fotogrammetrici convenzionali.

Determinante è stata la collaborazione con il Ministero della Cultura, partner del progetto, che ha coinvolto musei e istituti statali mettendo a disposizione collezioni, dati e modelli già esistenti. Il lavoro condotto ha permesso di definire procedure replicabili per migliorare la qualità dei contenuti tridimensionali, documentarne correttamente la provenienza e prepararli alla pubblicazione nello spazio europeo dei dati.

«XRCulture ha dimostrato che l’intelligenza artificiale, la modellazione 3D e le tecnologie immersive possono essere integrate in un processo operativo coerente, dalla produzione del dato fino alla sua pubblicazione e al suo riuso», spiega Marco Medici, docente del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, CEO di Inception e coordinatore del progetto.

«Il risultato principale non è costituito soltanto dai singoli modelli o dimostratori, ma da un’infrastruttura interoperabile, aperta e trasferibile, che le istituzioni culturali possono utilizzare senza dover ricostruire ogni volta strumenti e collegamenti proprietari».

I risultati di XRCulture confluiranno ora nello sviluppo di 3D-4CH, il Centro europeo di competenza online dedicato alla digitalizzazione 3D del patrimonio culturale. Il Centro è in corso di realizzazione nell’ambito di un altro progetto europeo coordinato da Inception, al quale partecipa anche l’Università di Ferrara, giunto al diciottesimo dei 36 mesi di attività previsti.

L’obiettivo è trasformare le soluzioni sperimentate in servizi, strumenti e competenze disponibili nel tempo per musei, istituzioni culturali, professionisti e ricercatori di tutta Europa.

«La continuità tra XRCulture e 3D-4CH consente di trasformare i risultati di una sperimentazione avanzata in servizi, competenze e strumenti destinati a rimanere disponibili per il settore culturale europeo», dichiara Roberto Di Giulio, professore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e fondatore di Inception.

«È anche la conferma del ruolo che la collaborazione tra Università e spin-off può assumere nella costruzione di infrastrutture europee per la digitalizzazione del patrimonio, mettendo in relazione ricerca, innovazione tecnologica e bisogni concreti delle istituzioni culturali».